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La situazione umanitaria nella Repubblica Democratica del Congo.

La Repubblica Democratica del Congo è uno dei paesi più poveri al mondo. Guerra, instabilità politica, violenze diffuse e una persistente crisi economico-sociale rappresentano le cause principali della grave situazione umanitaria in cui versa il paese, come rilevano i dati del rapporto UNICEF del 2004: in un paese di 55.000.000 abitanti ca., dove il reddito annuo pro capite è di appena 90 dollari - il più basso del mondo- e la speranza di vita media è di soli 61 anni, i minori sono oltre 27 milioni, i bambini sotto i 5 anni quasi 10 milioni.
Con oltre il 70% della popolazione che non ha accesso all'assistenza sanitaria di base, i principali indicatori sulla condizione dell'infanzia rilevano una situazione di grave emergenza.
Il tasso di mortalità infantile 0-5 anni indica che 205 bambini,ogni 1.000 nati, non raggiungono il quinto anno di vita: ogni anno, in Congo, muoiono oltre 532.000 bambini sotto i 5 anni.
Dagli indicatori nutrizionali si rileva che il 12% dei bambini nasce sottopeso, il 16% soffre di malnutrizione acuta - ossia è a rischio di morte per fame - e il 38% di malnutrizione cronica.
In ordine alle vaccinazioni, appena il 45% dei bambini con meno di 1 anno risultano vaccinati contro la polio, il 45% contro il morbillo (una delle principali cause di mortalità infantile), il 55% contro la tubercolosi e il 43% contro pertosse, difterite e tetano.
L'11% dei bambini sotto i 5 anni soffre di infezioni respiratori acute. In un paese in cui gli adulti affetti da HIV/AIDS sono 1.300.000, oltre 170.000 bambini con meno di 14 anni risultano contagiati, mentre 927.000 sono quelli resi orfani dall'AIDS.
Poi c'è il dramma dei bambini abbandonati, sono 30 mila solo a Kinshasa : ragazzini poveri ed orfani, di età tra i 6 e 12 anni senza alcun riferimento familiare, senza alcuna assistenza, completamente abbandonati al loro destino, buttati in mezzo alla strada.
La Repubblica Democratica del Congo ha tra i peggiori tassi di sopravvivenza infantile e di nutrizione al mondo. Come in altre emergenze, i bambini sono i più vulnerabili. Questi dati contraddistinguono tristemente il Congo come uno dei 3 paesi al mondo in cui più alti sono i tassi di mortalità.
Il tasso di mortalità materna registra, ogni 100.000 parti,una media di 950 gestanti morte per complicazioni insorte durante la gravidanza o il parto. Appena il 44% delle donne in età produttiva sono vaccinate contro il tetano neo natale.
Appena il 45% e il 21% della popolazione congolese ha, rispettivamente, accesso ad acqua potabile e ai servizi igenico-sanitari, con gravi ripercussioni tanto dal punto di vista sanitario quanto nutrizionale.
I dati di sviluppo umano del Congo sono catastrofici: il livello di inurbazione è altissimo, oltre il 29% della popolazione vive nelle città. Nella sola capitale Kinshasa abitano (ma è una stima molto indicativa) tra i dieci e i dodici milioni di abitanti. Le due guerre, quella che ha portato la cacciata di Mobutu l'ultima, hanno raddoppiato la popolazione della capitale.
Il tasso d'iscrizione e frequenza alla scuola primaria si attesta al 51% delineando un quadro decisamente allarmante: l'iscrizione elementare varia dal 33% per i maschi al 32% per le bambine; tra i 3 e i 3,5 milioni di bambini non ricevono alcun tipo di istruzione. Di questi 400.000 risultano sfollati all'interno del paese. In Congo il 39% della popolazione adulta è analfabeta.
Nel Congo orientale la situazione umanitaria risulta ancor più grave: una famiglia su 8 ha sofferto la perdita di un proprio membro a causa della guerra, miglia di bambini sono arruolati forzatamente nelle varie milizie, costretti a combattere e ad uccidere, a commettere o ad assistere a d atrocità efferate; donne e bambine sono vittime dello stupro sistematico, usato come arma di guerra, mentre molte altre sono costrette a prostituirsi in cambio semplicemente di cibo o "protezione". Si stima che nella Repubblica Democratica del Congo vi sia la più alta concentrazione al mondo di bambini soldato, circa 30.000. Gli stupri di massa perpretati nella Repubblica Democratica del Congo dell'est rappresentando allo stesso tempo una crisi dei diritti umani e una crisi della sanità. Come indica Amnesty Internacional nel suo nuovo rapporto reso pubblico in questi giorni a Kinshasa, decine di migliaia di vittime di stupro continuano in effetti a soffrire e molte di esse muoiono anche se sarebbe possibili salvarle.
La Repubblica Democratica del Congo è un paese messo in ginocchio da più di cinque anni di guerra e milioni di morti (parlano di circa 4 milioni, ma chi li può contare con precisione?). A Kinshasa, la disoccupazione è generalizzata. I pochi che hanno un lavoro vengono pagati poco e spesso ricevono il loro salario dopo mesi. Il trasporto pubblico è del tutto mancante. I servizi sanitari sono quasi inesistenti. Le scuole pubbliche pure. Tanta gente soffre la fame. Tutto questo è frutto di decenni di malgoverno e di anni di guerra che ha frazionato la Repubblica Democratica del Congo, è permesso il saccheggio delle sue risorse. Le comunicazioni tramite posta ordinaria sono quasi impossibili e il telefono è costoso. Di conseguenza anche comunicare tramite internet (in alcuni punti-internet) è un lusso.
Molte famiglie congolesi sono sfollate verso la città, e in particolare verso la capitale Kinshasa, che oggi ospita oltre 10 milioni di persone in quartieri disastrati, senza servizi e con pochissime possibilità di lavoro. Nonostante le immense risorse (diamanti, cobalto, rame, oro, coltan, caffè, legname pregiato), la Repubblica Democratica del Congo è uno dei paesi più poveri dell'Africa.
Si calcola che, per abbattere la povertà occorrerà attendere sino al 2131.


PRINCIPALI INDICATORI SULL'INFANZIA NELLA REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO


1. Mortalità infantile entro il primo anno di vita: 12,9%
2. Mortalità infantile entro il 5° anno di vita: 20,5%
3. Tasso netto iscrizione scuola primaria: n.d.
4. Tasso totale di alfabetismo degli adulti: 65% (80% per i maschi, 52% per le donne)
5. Speranza di vita alla nascita: 44 anni
6. Prodotto nazionale lordo pro capite: equivalente a 120 dollari USA
7. Crescita annua della ricchezza nazionale (PIL) nel periodo: n.d.
8. Accesso all'acqua potabile: 46%
9. Accesso a servizi igenici: 29%

Fonte: UNICEF, La Condizione dell'infanzia nel mondo 2006


Il 30 luglio 2006 si sono tenute le prime elezioni presidenziali dopo 46 anni di dittatura di Mobutu. Al primo turno,Joseph Kabila ha ottenuto il 45 percento dei voti, sfiorando l'elezione diretta, mentre Jean Pierre Bemba si è classificato secondo con poco più del 20 percento delle preferenze. Joseph Kabila, attuale presidente del governo transitorio, è il figlio di Laurent Desiré Kabila, l'uomo che prese il posto di Mobutu Sese Seko nel 1997, prima di essere ucciso in circostanze mai chiarite nel gennaio del 2001. Ufficialmente da dei bambini soldato, dei kadago in lingua lingala, ma un adagio dell'uomo della strada a Kinshasa recita: "In Africa chi uccide un presidente è quello che gli prende il posto e il Congo non è una monarchia". Nel suo passato il comando delle milizie paterne; alcuni sostengono che fosse lui a capo dei plotoni di esecuzione.
Anche Bemba è figlio di padre illustre. Jeannot Bemba Salona era un uomo di affari legato a Mobutu; la vicinanza al raìs congolese gli ha fruttato una fortuna fatta di loschi traffici di materie prime - soprattutto oro e diamanti - e copiosi fondi all'estero. Il figlio era alla guida del Movimento di liberazione congolese (Mlc), sostenuto dall'Uganda, che, durante la guerra civile dal 1998 al 2003 costata la vita ad almeno quattro milioni di persone, curava gli interessi di Kampala nell'Ituri. Bemba junior è accusato di cannibalismo, è in corso un'indagine all'Aja. Oggi è a capo di un impero di affari, tra cui un paio di canali televisivi che usa per farsi propaganda.
Il ballottaggio tra il presidente uscente Kabila e l'ex-signore della guerra Jean-Pierre Bemba è l'ultimo atto di un processo di transizione cominciato nel 2003, con la firma degli accordi di pace. Le alleanze siglate nel frattempo dal presidente uscente dovrebbero garantirgli, stando ai risultati del primo turno, un 14 percento di voti in più. Un margine teoricamente più che sufficiente, ma su cui il presidente non può dormire sonni tranquilli: la campagna elettorale aggressiva di Bemba e la possibile partecipazione del 30 percento dei votanti astenutisi al primo turno potrebbero cambiare le carte in tavola.
A vegliare sul corretto svolgimento delle consultazioni del 29 ottobre ci saranno migliaia di osservatori internazionali e 17 mila caschi blu della Monuc, coadiuvati da qualche centinaio di soldati dell'Eufor, la forza dell'Unione Europea creata ad hoc per le elezioni. Il Paese attende così il giorno più importante della sua storia dopo quello dell'indipendenza. Augurandosi che possa essere l'inizio di una nuova era, e non la continuazione dell'incubo che i congolesi hanno vissuto negli ultimi 7 anni tra i due capi politici.

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