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Centro nutrizionale Valentina

La "Fondationa Bon Samaritain" sta costruendo nel villaggio Mutti un centro nutrizionale e "Un ponte d'amore" con l'iniziativa "Valentina un angelo a Kinshasa" contribuirà alla sua costruzione e che sarà intitolato a Valentina. 
Il pensiero che tantissimi bambini muoiono di fame nel Congo ha fatto sì che il nostro cuore di donne e mamme si sia ribellato a questa tragedia e così ci siamo impegnate a portare a termine questo scopo del centro nutrizionale, affinchè il più alto numero di bambini possibile possa ricevere almeno un pasto al giorno. Oltre alla costruzione materiale del Centro provvederemo al rifornimento alimentare, cercando di mantenerlo nel tempo sempre fornito, acquisteremo un gruppo elettrogeno e faremo in modo di far costruire un pozzo.
Nel rapporto "Allarme infanzia nella Repubblica Democratica del Congo", del 2006 l'UNICEF indica nei bambini le principali vittime che contraddistinguono quella che, se pur spesso dimenticata, si presenta nel cuore dell'Africa come una delle più micidiali crisi umanitarie al mondo. Come risultato diretto o indiretto del conflitto, ogni giorno muoiono 1.200 persone, in gran parte determinato da malattie e malnutrizione, e la metà dei quali sono bambini.
L'UNICEF sottolinea che le drammatiche statistiche rese note nel rapporto contraddistinguono la Repubblica Democratica del Congo come uno dei 3 Paesi al mondo in cui un bambino può avere la sfortuna di nascere. Infatti, solo a titolo d'esempio, in Congo muoiono più bambini che in Cina, un paese che ha una popolazione 23 volte superiore. la Repubblica Democratica del Congo ha sperimentato, su un arco di tempo di soli 6 mesi, tassi di mortalità simili a quelli dello tsunami. La cosa terribile è che, per fortuna, di tsunami naturale ce ne è stato uno, ma li c’è uno tsunami ogni 6 mesi……
« I bambini sopportano il peso più grande del conflitto, in termini di morte, malattie e fame, e non solo come vittime » ha affermato Tony Bloomberg rappresentante dell’UNICEF « Sono anche testimoni di atrocità e crimini efferati che infliggono loro traumi fisici e psicologici irreversibili».
Tra le conseguenze peggiori vi sono:
* Le aggressioni sessuali, usate come arma di guerra contro donne e bambini, che hanno raggiunto proporzioni endemiche. Nel solo anno passato, i casi accertati di violenza sessuale nel Congo orientale sono stati 25.000. 
* I bambini restano intrappolati dalla guerra come profughi e sfollati. Nelle regioni orientali della Repubblica Democratica del Congo un numero pari a 120.000 persone viene ogni mese sfollato dalle proprie terre e, allo stato attuale, le persone sfollate all'interno dei confini nazionali sono oltre 1,66 milioni. Le continue migrazioni forzate privano i bambini della scuola, dell'assistenza sanitaria e della possibilità di una vita normale. 
* Circa 30.000 bambini potrebbero essere associati a gruppi o forze armate come combattenti, schiavi sessuali o costretti a seguire le milizie nello spostamento degli accampamenti militari. 
* Quasi la metà dei bambini in età di scuola primaria non va a scuola e un bambino su tre con meno d'un anno non è vaccinato contro il morbillo, una delle principali cause di mortalità infantile in contesti d'emergenza. In modo altrettanto allarmante, il 31% dei bambini sotto i 5 anni risulta gravemente malnutrito, una percentuale che è sulla soglia d'emergenza fissata per le crisi umanitarie.
E’ per tutto ciò che ci vogliamo impegnare, anche se può essere solo una goccia in un oceano, a migliorare le condizioni di vita dei bambini congolesi.
E’ per tutto ciò che ci vogliamo impegnare, con l’aiuto di Valentina, a costruire in suo nome

UN PONTE D'AMORE

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